
Cala a ottobre il clima di fiducia nelle imprese del commercio al dettaglio con l’indice destagionalizzato che scende da 94 a 92,3 mentre migliora la fiducia nelle imprese dei servizi (l'indice destagionalizzato aumenta da 82,6 a 87,3).
Questi i dati resi noti dall’Istat che aggiunge che nello stesso mese scende lievemente anche la fiducia del settore manifatturiero (a 94,0 da 94,5 di settembre).
Per quanto riguarda il commercio, l'indicatore a ottobre scende sia nella grande distribuzione (da 93,0 a 89,8), sia in quella tradizionale (da 97,4 a 96,1).
Nel complesso, peggiorano i giudizi e le attese sulle vendite e sono giudicate in diminuzione le scorte di magazzino.
Nei servizi, invece, migliorano le attese sull'andamento dell'economia italiana e i giudizi sugli ordini, mentre peggiorano le attese sul livello degli ordini.
Migliorano i giudizi sull'occupazione e sull'andamento degli affari e recuperano le attese sul mercato del lavoro; sale il saldo delle attese sulla dinamica dei prezzi di vendita.
Per quanto riguarda il settore manifatturiero, infine, sono in peggioramento i giudizi sugli ordini, mentre le attese di produzione e i giudizi sul livello delle scorte di magazzino rimangono stabili.
Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva, la quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all'attività produttiva aumenta dal 37% al 44 %.
La lunga crisi dell'economia, sottolinea Confesercenti, ha fiaccato le imprese del commercio. Lo dimostra il dato Istat relativo all'indice di fiducia di ottobre che, però, vede la grande distribuzione retrocedere più consistentemente delle PMI del settore. La crisi, infatti, spinge a preferire il piccolo o medio negozio di vicinato, che ci fa risparmiare il costo dello spostamento in auto e che ci consente di tornare a casa con quei prodotti che volevamo acquistare, senza le "aggiunte" non preventivate. Alla fine della spesa, si risparmia e migliora la qualità della vita.